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Da frate a candidato sindaco: fra Gigino in corsa per Palazzo di Città

Dopo giorni di supposizioni l’ufficialità, questa mattina, è arriva dal profilo fb del francescano

Cava de’ Tirreni. La notizia era nell’aria e da stamattina anche le ultime perplessità dei più scettici sono state spazzate via da un post del francescano che ha dato ufficialità alle voci di corridoio che circolavano nei giorni scorsi: Luigi Petrone, ex rettore del Convento di San Francesco e Sant’Antonio, è in lizza per la fascia tricolore e si prepara a dare filo da torcere agli altri candidati.

La sfida ora lo vede a confronto con l’uscente Servalli, il civico di centro-destra Marcello Murolo, il candidato del M5S Benevento, l’ex assessore Bastolla e il professore Ferrigno.

Con un solo post su Facebook – nel solco di quelle modalità comunicative che più volte lo hanno reso protagonista (a torto o a ragione) del dibattito cittadino in passato – il frate non solo ha annunciato la sua candidatura ma, per di più, ha reso noto il simbolo della lista civica che rappresenterà e a cui ha dato il nome, non certo a casa, di “La Fratellanza” su cui capeggiano due mani di colore diverso in procinto di toccarsi.

«Amici carissimi – scrive Luigi Petrone – dal momento che ho svolto il mio ruolo nella chiesa e purtroppo non avendo più un impegno per dedicarmi a voi, si apre la mia candidatura per rendere un servizio alla mia cara e amata città. Resto fedele nel mio animo all’amore a Dio e alla Vergine, ma con un’apertura a 360 gradi nel servizio libero gratuito disinteressato e senza compromessi verso il prossimo. È più facile amare le persone che vedi, piuttosto che Dio che non vedi. Ma se l’uomo e immagine di Dio, allora nel momento che rendo il mio impegno alla collettività continuo a operare per lui».

Queste le motivazioni alla base del passaggio dalla religione alla politica e poi una “dichiarazione di pace” verso i suoi competitors e, soprattutto, nei confronti di Servalli con il quale, in passato, c’erano stati non pochi diverbi.

«Non voglio né guerre né divisioni, né odi né rancori – scrive ancora Petrone, firmandosi fra Gigino – qualora dovessi essere all’opposizione sarà al vostro fianco per darvi una mano, se invece dovessi essere eletto umilmente primo cittadino, chiedo agli altri di stare al mio fianco. Perdono chi mi ha fatto del male e ha voluto che andassi via da Cava, il vero cavese se ci crede consuma la sua vita per la sua città».

Sulla sua possibilità di candidarsi o meno, da religioso, ogni dubbio è già stato fugato: dallo scorso 8 giugno, infatti, Luigi Petrone non è più formalmente un frate: a quanto pare lo stesso sarebbe stato destinatario di un provvedimento di “sospensione a divinis” per due anni, trascorsi i quali dovrebbe essere reintegrato nell’Ordine.

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