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Cava, distribuzione dei buoni spesa COVID-19: l’opposizione vuole chiarimenti

fondi - consiglio comunale cava
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Gli esponenti di Forza Italia, Fratelli D’Italia, Lega e Siamo Cavesi hanno chiesto al primo cittadino Vincenzo Servalli di individuare un criterio guida che abbia l’obiettivo di aiutare coloro che si trovano in estrema difficoltà a causa del Coronavirus.

Con una nota diramata nella mattinata di oggi il centrodestra cavese ha formulato una serie di proposte per determinare i criteri per l’assegnazione dei buoni spesa a favore delle famiglie in condizioni di disagio economico.

“Il metodo seguito dall’Amministrazione – contestano dalle file della minoranza – ha sollevato moltissimi dubbi e perplessità”.

In particolare i criteri indicati risulterebbero contrastanti in quanto, nel concreto, un nucleo familiare del quale faccia parte anche un anziano con una pensione di 850 euro, sarebbe escluso senza tener conto del numero di componenti del nucleo familiare stesso. Per contro, un nucleo familiare con due percettori di pensione di 700 euro ciascuno, potrebbe risultare tra i primi in graduatoria.

“È previsto – continuano – che non possa accedere al beneficio chi abbia accumuli bancari o postali, ma non viene data un’indicazione numerica. Si desume, dunque, che anche chi abbia piccoli depositi o un libretto di risparmio resta escluso dall’assegnazione dei buoni. Da qui la necessità di indicare una soglia all’interno della quale il buono spesa viene comunque assegnato. Non appare chiaro poi se i criteri di assegnazione e di esclusione siano rivolti al nucleo familiare o ai singoli. Per superare queste perplessità sarebbe forse meglio rimodulare i criteri prendendo come base i dati Isee che sono già in possesso dei servizi sociali”.

Dubbi anche sul sistema adottato per la presentazione delle domande.

“Presumendo che quasi nessuno dei richiedenti è dotato di casella pec – si legge nella nota – è stata prevista la consegna a mano presso i Servizi sociali. Le persone hanno, quindi, dovuto mettersi in fila per richiedere il sussidio di assistenza, a scapito della loro privacy e della loro dignità. In futuro sarebbe opportuno prevedere che le domande possano essere consegnate alle associazioni di volontariato che poi provvederanno all’inoltro ai Servizi sociali”.

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