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Cava de’ Tirreni: Pina la “pasionaria” occupa Palazzo di Città

Cava de’ Tirreni. Pina “la pasionaria” occupa Palazzo di Città. Il Sindaco Servalli: “Quella che la Procura Generale ha deciso di abbattere è una casa del Comune che poteva essere usata per altre finalità”.

La protesta di Pina “la pasionaria” si sposta a Palazzo di Città. Mentre il lungo e logorante processo di demolizione della sua casa in località Contrapone, Pina Fariello, fedele alla sua fama di “combattente” ha deciso di montare una tenda nella sala d’ingresso della casa comunale ed incatenarsi lì in segno di protesta. Con lei i suoi tre figli e altre persone che vivono la sua stessa condizione.

“La mia casa ormai è condannata e domani arriveranno le ruspe per il completo abbattimento, ma io oggi sono qui per chiedere a gran voce giustizia per tutte le persone, quasi 2000 persone a Cava de’ Tirreni, che rischiano la mia stessa sorte”.

“Su interessamento anche del sindaco Vincenzo Servalli, l’abitazione, che era una prima casa, è stata acquisita a patrimonio comunale per evitare l’abbattimento – ci racconta Pina – Oltre a versare diecimila euro di arretrati per il fitto, avrei dovuto versare un canone di circa trecento euro mensili. Ma non ho avuto in tempo di iniziare i versamenti, perché è arrivata la comunicazione di abbattimento. Quella che stanno abbattendo non è più casa mia, ma del Comune. Per questo avrei voluto un maggiore interessamento e che almeno si potesse aspettare l’esito della vertenza tra il Comune di Cava de’ Tirreni e la Procura della Repubblica prevista per il prossimo 11 aprile”.

Il Sindaco Vincenzo Servalli interviene sull’abbattimento dell’immobile in località Contrapone.

“Il provvedimento di abbattimento di una casa situata in località Contrapone, si riferisce ad un immobile acquisto al patrimonio del Comune e sul quale, il Consiglio Comunale, ha dichiarato il “preminente interesse pubblico”, per housing sociale, allo scopo di dare una risposta al problema abitativo che attanaglia tante persone.
Quella che la Procura Generale ha deciso di abbattere è, pertanto, una casa del Comune che poteva essere usata per altre finalità, non essendo costruita in zona rossa, né per una speculazione edilizia.
La posizione del Comune si è sempre ispirata ai principi di legalità e trasparenza e si inserisce nel quadro dell’evoluzione delle normative regionali in materia di abusivismo di necessità.
Peraltro, i provvedimenti del Comune di Cava de’ Tirreni sono analoghi a quelli assunti da tanti altri Comuni della nostra Regione in molti casi sottoposti a vincoli anche più severi.
Queste differenze di orientamento, oltre a gettare una luce negativa su amministrazioni locali che hanno fatto della trasparenza il modus operandi della propria azione amministrativa, creano disorientamento tra i cittadini.
Mi auguro che sul tema si possa avere un confronto sereno e costruttivo tra Istituzioni che stanno dalla stessa parte”.

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