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Cava de’ Tirreni: le proroghe al bilancio e lo spauracchio del predissesto

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Sofferenza di cassa a Palazzo di Città: è a rischio l’approvazione del bilancio e il Comune chiede la proroga della scadenza.

Cava de’ Tirreni. Una situazione economica difficile a fronte dei circa 7 milioni di euro in meno registrati dal Comune in materia di tributi non riscossi solo nell’ultimo anno.

E così, sulla casa comunale, incombe ora lo spauracchio del predissesto ma l’Amministrazione del sindaco Vincenzo Servalli corre ai ripari, preme l’acceleratore sia sulle attività di riscossione che sul piano delle alienazioni e svende i propri averi nella speranza di riequilibrare i conti in tempi utili.

La data ultima per l’approvazione del bilancio – che doveva essere portato all’attenzione del Consiglio Comunale già lo scorso aprile – è stata, infatti, prorogata al prossimo 31 luglio e dunque ci sarà più tempo per risolvere la situazione.

A fare il punto su quella che è la ricognizione economica dello stato delle casse di Palazzo di Città è stato il sindaco Vincenzo Servalli anche a fronte dei primi riscontri arrivati dall’attività di accertamento disposta dall’assessore al bilancio, Antonella Garofalo, su tutti quei crediti vantati dal Comune nel corso degli ultimi dieci anni che non sono ancora stati riscossi (in particolare tributi evasi e mancati risarcimenti di spese legali relative a contenziosi nei quali l’Ente è risultato vincitore).

«Come quasi tutti i Comuni italiani abbiamo una difficoltà enorme alla chiusura del bilancio»

«Nel corso del 2020 abbiamo avuto tributi in meno incamerati dal Comune per circa 7 milioni di euro – ha spiegato il primo cittadino –. Come quasi tutti i Comuni italiani abbiamo una difficoltà enorme alla chiusura del bilancio, tanto è vero che il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, ha prolungato ulteriormente la data della scadenza della presentazione dei rendiconti di gestione e dei bilanci di previsione (inizialmente prevista per il 30 aprile, e poi rimandata al 31 maggio) al 31 luglio proprio perché ci sono circa 5000 Comuni italiani che corrono il rischio di non poter approvare regolarmente il loro bilancio. E questa è una grande preoccupazione».

Nel frattempo è cominciata l’attività di recupero crediti che per ora si sta concentrando sugli accertamenti dei mancati pagamenti della Tari 2017. Contestualmente il Comune sta cercando di vedere quanti più immobili possibili, tra quelli inseriti nel piano alienazioni, per recuperare ulteriori somme.

Le reazioni della minoranza

La situazione, inevitabilmente, ha sollevato non poche polemiche e a chiedere maggiori chiarimenti sono stati, nelle scorse ore, gli esponenti del gruppo consiliare de “La Fratellanza”.

A fronte delle difficoltà nel far quadrare i conti, i consiglieri guidati dal capogruppo Luigi Petrone, hanno sottolineato la necessità di un taglio netto delle spese inutili piuttosto che disporre un aumento delle tasse.


«Servalli, come un buon padre di famiglia, prima di tartassare i cittadini cavesi (vedasi aumento addizionale IRPEF), dovrebbe provvedere al taglio delle spese superflue, eliminare lo spreco di denaro pubblico che ritroviamo in tutti quei rivoli di spesa corrente – commentano da “La Fratellanza” –. È necessario un taglio della spesa inutile».

«Ormai – continua la nota – sono in molti in città che vedono nel sindaco Servalli e nella sua Amministrazione il rampollo, l’erede dissoluto, che passa dall’accumulare debiti allo svendere l’argenteria di famiglia. Per quanto tempo ancora, dovremmo sopportare che una amministrazione irresponsabile accumuli nuovi debiti e nello stesso tempo si libera del patrimonio comunale? Nel Contempo aspettiamo di esaminare la risposta che vorrà darci, il Collegio dei Revisori dei Conti del Comune, sull’argomento, in termini di nuovi debiti e svendita del patrimonio, con particolare riferimento agli esiti della verifica dei crediti e debiti reciproci che, il nostro Comune, detiene con i propri enti strumentali e le società controllate e partecipate».

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