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Cava de’ Tirreni e l’abusivismo, una storia lunga e dolorosa

Cava de' Tirreni:

Cava de’ Tirreni: esiste una fetta di città fondata sul mattone selvaggio, una piaga che, tra costruzioni ex novo e ampliamenti significativi, ha prodotto negli anni oltre duemila abitazioni non autorizzate sull’intero territorio metelliano.

Un fenomeno che se da un lato ha devastato i luoghi più belli (invasi da manufatti che spesso rimangono allo stato incompiuto, o da villette private poco visibili) dall’altro riflette una situazione abitativa precaria per molti, i cosiddetti abusivi di necessità, che – non avendo seconda abitazione e col rischio di ritrovarsi di qui a qualche settimana senza più un tetto sopra la testa – in questi giorni si sono accampati nell’atrio di Palazzo di Città per una protesta silenziosa, ma dalla vasta eco.

Dopo la demolizione dell’abitazione della “pasionaria” Pina Fariello, lunedì scorso, incombe infatti lo spettro di ulteriori abbattimenti che – nel braccio di ferro tra Amministrazione e Procura – nemmeno l’acquisizione degli immobili al patrimonio comunale è riuscita a bloccare. Negli ultimi mesi, infatti, l’Amministrazione Servalli è stata impegnata in una serie di provvedimenti per destinare ad housing sociale abitazioni abusive considerate di preminente interesse pubblico. Tra queste proprio la casa di Pina Fariello che, nonostante tutto, è stata rasa al suolo.

Insomma un dramma di cui non sembra si possa intravedere la soluzione e che – dopo la Fariello – coinvolgerà nelle prossime settimane almeno altre undici famiglie costrette negli anni passati – per necessità e con l’illusione di poter avere una casa propria – a costruire abusivamente disponendo di un piccolo terreno.

Sono infatti almeno 2300 le case a rischio sgombero (di cui 426 fabbricati singoli) e i cui nuclei familiari sono stati, negli anni, destinatari di diverse ordinanze di demolizione.

Di questi sono undici gli abbattimenti imminenti dopo la demolizione della casa di Pina Fariello in via Contrapone, località Pioppi. Fanno parte della black-list immobili abusivi edificati in diverse zone tra San Martino (tre nell’omonima via e una in località Novelluzza), Santa Lucia e Sant’Anna (uno in via Caselle Superiori e uno in località Breccelle), Castagneto e San Cesareo (uno in via Gaetano Cinque e un altro in via Casa Costa), Sant’Arcangelo (via S. Benedetto), Pregiato (via N. Salsano) e San Pietro-Annunziata (via C. Consalvo).

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