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Cava de’ Tirreni. Il Castello? C’è… ma non si vede più

Nessun trucco, nessun inganno, nessuna magia. Il Castello di Sant’Adiutore non si è mosso dal suo sito eppure è suggestiva la prospettiva che si ha del bastione se ci si affaccia da una qualsiasi finestra della frazione Annunziata, proprio accanto al colle. L’immagine parla chiaro: il castello è ormai completamente nascosto dalla folta vegetazione che lo accerchia, quasi sembra essere scomparso nel nulla.

La segnalazione arriva dal gruppo di storici amatoriali “Cava Storie” che da ormai due anni è impegnato nella riscoperta e nella rivalorizzazione della storia locale e non solo. Proprio il Castello di Sant’Adiutore è stato oggetto di un approfondito studio portato avanti da “Cava Storie” e la foto scattata dall’Annunziata è emblematica della situazione attuale in cui versa la rocca, da tempo imbrigliata nelle liste chilometriche e nei labirinti burocratici dei bandi regionali e ministeriali, in attesa di quegli stanziamenti necessari per ridare valore storico-culturale e turistico, a uno dei simboli più sottovalutati del territorio cittadino.

Intanto la situazione in cui versa il castello e l’area circostante è sempre più incrinata tant’è che ormai da tempo si è predisposta l’installazione di un cancello, all’imbocco del sentiero che conduce in cima al monte, per interdire l’accesso alle automobili. Non mancano, negli ultimi anni, gli episodi di vandalismo e saccheggio come il furto della storica campana (di recente sostituita grazie alla donazione della famiglia Di Maio) o il danneggiamento di quel che resta della cinta muraria. Qualche intervento di ristrutturazione e ripristino era stato portato a termine nel 2015, tuttavia da allora nient’altro è stato fatto per rivalorizzare l’antica struttura.

Insomma, quale destino per il castello di Sant’Adiutore oggi inaccessibile?

A Palazzo di Città si dicono ottimisti: alla luce delle numerosissime richieste di riqualificazione e apertura al pubblico che pervengono costantemente dai cittadini, pare che la soluzione sia quella di affidare la gestione a privati dopo un’attenta opera di riqualificazione. Il problema, come sempre, resta però la possibilità di reperire i fondi necessari, perché d’altronde un progetto preliminare per il recupero dello storico maniero che sorveglia la valle metelliana dalla cima dell’omonimo colle, già c’è.

Costo stimato: 2 milioni di euro, almeno, che potrebbero arrivare nelle casse del Comune direttamente dai fondi Pics, quelli stanziati dalla Regione Campania per il Programma Integrato Città Sostenibili (Pics, appunto) e destinati all’attuazione di percorsi culturali, artistici e allo sviluppo sostenibile delle cittadine che li riceveranno. Castello di Sant’Adiutore in pole position, dunque. “Il progetto, qualora finanziato e attuato – ha fatto sapere l’assessore Nunzio Senatore – prevede non solo la riqualificazione strutturale (restauro delle torri e dei bastioni) ma anche la rivalorizzazione culturale con l’organizzazione di visite guidate e la predisposizione di cartellonistica e postazioni che raccontino la storia del castello e della valle metelliana. Dopo la riqualificazione, poi, ci sarà l’affidamento in gestione a privati”.

Obiettivo dell’amministrazione è, infatti, intraprendere una manifestazione di interesse per coinvolgere le realtà vicine alla struttura e che potrebbero gestirla in modo tale che il Castello sia aperto almeno nei fine settimana – e non solo in occasione degli esclusivi eventi estivi che vengono organizzati ogni anno tra le mura del Castello – per poter permettere visite e iniziative turistiche continuative nell’arco dell’intero anno.

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