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Cava de Tirreni: Festa Montecastello, festeggiamenti ridimensionati

In forse anche l’accensione dell’Ostensorio. Cittadini plaudono decisione del Sindaco di non consentire i fuochi d’artificio

Cava de’ Tirreni. “Non credo che sia opportuno”, così il sindaco Vincenzo Servalli sulla sua pagina fb ha annunciato la decisione di rimandare i festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento “a quando sarà possibile e con lo stato d’animo adatto”.

Nel suo post, tuttavia, il Primo cittadino ha anche assicurato che restano confermate le iniziative religiose officiate da Sua Eccellenza, Mons. Orazio Soricelli.

“Daremo il contributo all’Ente organizzatore, come è giusto che sia – scrive il Sindaco – e devolveremo ulteriori risorse al fondo per i generi alimentari ai bisognosi”.

Una decisione che, stando ai commenti, i cittadini cavesi sembrano aver condiviso e accolto di buon grado, considerando il momento di crisi e di emergenza sanitaria.

Restano, intanto, forti dubbi per quanto riguarda l’accensione del grande Ostensorio.

La tradizonale accensione – stando ai conti fatti dall’Ente Montecastello guidato dal presidente Mario Sparano – dovrebbe costare, solo in termini di energia elettrica e risorse umane, almeno 10 mila euro.

Una somma che, tradizionalmente, è coperta dalle donazioni dei cittadini cavesi, ma ad oggi, nonostante l’Ente abbia provveduto a diramare una raccolta fondi a distanza attraverso apposito IBAN e piattaforma di crowdfunding, sono stati raccolti meno di 1000 euro.

“In tanti chiedono se l’Ostensorio sarà illuminato – ha commentato amaramente il presidente Mario Sparano –. Occorrono 10 mila euro poiché viene montato ed illuminato con la sola forza e perizia umana e occorre richiedere e pagare la fornitura straordinaria all’ENEL”.

A quanto pare, però, l’appello del presidente non è stato accolto e, a poco più di due settimane dall’accensione, appare difficile che si possa raggiungere la somma necessaria a garantire l’accensione dell’Ostensorio.

“Sicuramente – ha concluso Sparano – non vivremo questi festeggiamenti come gli anni che ci portiamo alle spalle, per il motivo che tutti conosciamo, ma non mancheranno certamente le liturgie eucaristiche e la serale Santa Benedizione alla valle Metelliana, proprio come la officiò don Angelo Franco, parroco della Santissima Annunziata, nell’autunno del 1656, chiedendo a Dio di far cessare la ferale pestilenza bubbonica, cosa che avvenne”.

Leggi anche: Festa di Montecastello, Servalli annuncia: “Niente fuochi”

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