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Cava de’ Tirreni, Fase 2: gli esercenti si organizzano in vista della riapertura

“Continuo confronto con l’Amministrazione comunale. Al vaglio nuove proposte per movida all’aperto”

Fase 2, in attesa della conferma di una data di riapertura gli esercenti e gli imprenditori della movida metelliana cercano di guardare con serenità verso il periodo estivo e propongono all’Amministrazione comunale spazi aperti da mettere a disposizioni dei locali per garantire distanze di sicurezza e ottemperare alle normative di contenimento del contagio da Covid-19 per salvare l’intrattenimento nel Borgo Grande.

Tra le proposte immaginate dagli esercenti la nuova piazza (quasi ultimata) in via Nigro, l’area mercatale e i giardini di villa Rende. 

“Con tutte le regole imposte per prevenire il contagio ci sono problemi nel centro storico dove gli spazi sono ristretti. Con Confesercenti Cava abbiamo avanzato delle proposte – ha spiegato Gaetano Lambiase, gestore di un pub del centro – che vanno nella direzione di ampliare gli spazi di occupazione di suolo pubblico ovviamente ottemperando alle normative vigenti”.

“Già da un po’ di anni seguiamo il progetto in essere della nuova piazza di via NIgro – ha dichiarato Marco Rovezzi, titolare di un risto-pub che propone musica live – quest’anno potrebbe essere la volta buona con l’augurio che a giugno finiscano i lavori. Potrebbe essere un’alternativa valida anche se certe cose vanno preparate con anticipo. Io sono gestore di un locale invernale, al chiuso, e d’estate si cerca sempre una soluzione alternativa. La piazza ci permetterebbe di riprenderci in estate e tenere in piedi quello che è il personale di cucina e di sala, però ovviamente abbiamo bisogno di date certe per fare piani e programmazione. Se così non fosse, per la mia attività, già abbiamo accantonato l’idea di lavorare in estate e si attenderà il mese di ottobre-novembre, con tutte le difficoltà del caso”.

“La movida sarà sicuramente l’ultima ruota del carro per quanto riguarda il discorso riaperture – aggiunge Francesco Barone, titolare di un bar – anche perché fondamentalmente oltre a vendere cocktail vendiamo aggregazione e assembramento. Cose che ora non si possono fare. Stiamo cercando di ovviare a quelli che saranno i problemi una volta che avremo l’ok per la ripartenza perché per la conformazione morfologica del centro storico gli spazi sono comunque ridotti. Quello che maggiormente ci spaventa è quello che accadrà da ottobre in poi quando ritorneremo all’interno dei locali e bisognerà riconvertire gli spazi. Sarà fondamentale avere un sostegno e un supporto in quel momento”.

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