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Cava de’ Tirreni. “Consiglio inutile?”, Servalli lo chiederà alla Corte dei Conti

Cava de’ Tirreni ci ha da sempre abituati a vivere la politica anche grazie ai frequenti Consigli comunali. Un unicum rispetto alle altre città vicinore.

Un piacevole “salotto” da cui apprendere ufficialmente le posizioni dei singoli consiglieri, attingere novità e, perché no, avere qualche pettegolezzo. Al di là di quest’ultimo aspetto, il Consiglio comunale resta, e dovrà esserlo sempre, il luogo pubblico, fulcro del dibattito politico e delle decisioni prese per la Comunità.

Ieri però qualcosa non è andato come doveva.

Non è la prima volta che Sindaco e minoranza politica alzano i toni, ma ieri è stata la prima in cui il Primo cittadino ha definito “inutile” il Consiglio comunale. Un’offesa che ha spinto la minoranza ad abbandonare l’aula. Impassibili i colleghi di maggioranza rimasti spettatori. Al termine, puntuali le scuse del primo cittadino che però, tra le righe, ha chiesto maggiore concretezza.

Per la cronaca, erano 8 i punti all’ordine del giorno previsti in Consiglio, 4 dei quali richiesti dalla minoranza.

Tra questi l’ “approvazione del Piano Urbanistico Comunale alla luce della abrogazione di un comma della LR 35/38 e del rifiuto a collaborare dell’ASI”. Un punto che aveva visto il consigliere Galdi fasri promotore di una mozione di sfiducia rivolta all’Assessore Giovanna Minieri, nomina tecnica e non politica della Giunta Servalli. Scelta prioritariamente per la redazione del PUC metelliano. Ed è proprio ed unicamente su questo punto che si accesa la miccia. Per Servalli non esiste alcuna possibile di sfiducia al singolo assessore, ma solo al Sindaco ed alla sua Giunta, per Galdi è stata una provocazione. Da qui, dopo tre ore di Consiglio, passati anche a ricordare l’ex consigliere di maggioranza (dimessa, non dipartita) e la sua sostituta, ecco la frecciatina sindacale sull’ “inutilità” dell’Assise cittadina.

Al termine, placati gli animi, abbiamo chiesto spiegazioni ad Antonio Barbuti, esponente della minoranza consiliare, e Vincenzo Servalli, Sindaco di Cava de’ Tirreni.

“Io ho grande rispetto del consiglio comunale – ha spiegato Servalli i nostri microfoni – ma non può esserci un consiglio comunale che non abbia una proposta, una mozione o un ordine del giorno”. Un Consiglio comunale pari ad uno “scherzo” lo ha poi definito il Sindaco, sempre scusandosi. Altro aspetto sono i soldi che l’ente spende per ogni singola assise: 1’500 euro, ha riferito il primo cittadino metelliano, considerando i funzionari, dirigenti, agenti di Polizia locale ed ovviamente consiglieri presenti. Cifra che, in virtù della “inutilità” (pardon), potrebbe vedere la richiesta di interessamento dei giudici contabili.

Una serie di giudizi ed obiezioni che non sono piaciuti a nessun esponente politico della minoranza.

Per Antonio Barbuti “i Consigli comunali non sono inutili”. Un discorso lungo, quello dell’avvocato cavese, che ha ricordato il ruolo di rappresentanza degli elettori che oltre due anni fa hanno votato e deciso, anche per le sorti dell’attuale Sindaco.

Chiamato in causa anche Marco Galdi. L’accademico salernitano ricorda l’aver rinunciato ad ogni emolumento derivante dalle riunioni dei capigruppo e dei fondi previsti per i gruppi politici. “E’ oggettivo parlare di un decremento della spesa del 50% rispetto al passato – ha riferito Galdi che condividendo la presa di posizione dei Responsabili per Cava ha poi aggiunto – quando i consigli comunali sono scomodi costano altrimenti vanno bene a tutti”.

Nel pomeriggio, prevista una riunione della minoranza per decidere eventuali azioni.

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