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Cava, dalla Regione 700 mila euro per le case popolari di via Luigi Ferrara

Nuovi fondi per vecchi problemi

Cava de’ Tirreni. Dalla Regione Campania fondi da 700 mila euro per rimettere in sesto le case popolari di via Luigi Ferrara alla frazione Pregiato, nell’ambito del programma di recupero alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Un bando a cui l’Amministrazione comunale ha inteso prendere parte proponendo una serie di progetti che riguardavano, in particolare, sia interventi di lieve entità destinati al riammodernamento di alloggi attualmente vuoti e che presto saranno assegnati (considerato che alcuni dei lavori sono stati già effettuati e per i quali si è provveduto, di recente, anche a una prima parte della liquidazione destinata alla ditta appaltatrice) e sia interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su quegli alloggi già occupati e che necessitano di lavori più puntuali.

Candidato ai fondi e vincitore del bando il progetto dedicato ai lavori che interesseranno il comparto della frazione di Pregiato, gli ormai noti “alloggi colorati”, che nonostante siano di recente costruzione, versano in condizioni precarie tanto che in più occasioni gli assegnatari sono scesi in campo mostrando il loro malcontento.

Nelle palazzine, infatti, gli ascensori pur se installati non risultano essere funzionanti e i garage non sono mai stati ultimati. Per non parlare, poi, del problema dei cedimenti di intonaco, dovuti alle infiltrazioni di acqua piovana e alla successiva formazione di muffe.

Inoltre il terzo lotto delle palazzine resta attualmente incompleto e bloccato a causa di problemi sorti tra le ditte appaltatrici che si sono susseguite negli anni e l’amministrazione comunale.

Nello specifico l’ultima ditta appaltatrice dei lavori avrebbe dovuto ricevere dal Comune 300 mila euro che invece sono stati congelati alla luce delle gravi carenze riscontrate negli alloggi completati e già assegnati.

Il Comune aveva invitato la ditta prima a risolvere i problemi emersi e poi a procedere all’edificazione delle restanti abitazioni previste nella stessa area.

La ditta si sarebbe rifiutata di rispettare le direttive pretendendo somme aggiuntive per varianti non dovute o, in alternativa, la rescissione del contratto.
In tutta questa bagarre a farne le spese sono sia gli assegnatari degli alloggi popolari che ogni giorno si trovano a combattere contro i muffe, cornicioni pericolanti, mancanza di ascensori.

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