Campania Cava de' Tirreni

Cava, abbattuta l’antica esedra di Villa Formosa. Appello storici inascoltato

«Ci auguriamo che in futuro al nostro patrimonio architettonico e ambientale sia data l’attenzione che merita».

Cava de’ Tirreni. Sono rimaste inascoltate le rimostranze degli storici locali: va giù l’antica esedra di Villa Formosa per fare spazio ai nuovi box auto che saranno realizzati a servizio dei residenti della frazione Pianesi.

Nei giorni scorsi il “Centro Studi per la Storia di Cava de’ Tirreni” (presieduto dal professor Giuseppe Foscari) ha reso noto, infatti, che – nonostante le numerose segnalazioni che erano state fatte dai membri del sodalizio – il Comune ha proceduto all’abbattimento dell’emiciclo murario che cinge la storica villa.

I cantieri erano già stati avviati lo scorso 25 maggio, con previsione di chiusura dei lavori per il prossimo 21 gennaio del 2021, finanziati con il progetto comunitario relativo ai fondi europei di sviluppo regionale del Piano operativo nazionale 2007/2013, il cosiddetto “Programma Jessica”, per un totale di 1 milione e 250 mila euro.

L’opera prevede la costruzione di due piani con 23 box e 28 stalli a rotazione, con ingresso proprio da via Formosa (dove sorge l’antica e omonima Villa), ai quali andranno ad aggiungersi anche gli stalli che saranno ricavati nell’area attrezzata scoperta della scuola con ingresso da via Della Corte.

Per poter fare spazio ai nuovi box auto, però, è stato necessario demolire l’esedra nonostante gli storici cavesi avevano cercato di salvaguardare il bene architettonico.

Una situazione che aveva già interessato i membri del “Centro Studi per la Storia di Cava de’ Tirreni” che avevano deciso, proprio a partire dallo spunto avuto con l’inevitabile demolizione della cinta muraria di Villa Formosa, di ampliare la propria attività a salvaguardia del patrimonio artistico e storico della città.

«Con dispiacere rileviamo che la nostra segnalazione, circa il valore ambientale e l’opportunità di conservare l’esedra di scarrozzamento di via Formosa – avevano già commentato dal Centro Studi alla notizia dell’avvio dei lavori di demolizione del bene – non è stata intesa nella dovuta coerenza con i principi del restauro universalmente condivisi».

Proprio dal caso dell’esedra di via Formosa è partita ora, da parte del Centro Studi, un’azione di ricerca e documentazione per censire e monitorare tutti i beni storico-architettonici cosiddetti minori del territorio cittadino per evitare che vada incontro allo stesso destino dell’edicola.

«Ribadiamo la necessità impellente – spiegano gli storici cavesi – di stabilire cosa della nostra città sia giusto conservare, non solo nel rispetto delle norme e dei principi di tutela, ma anche attraverso una generale condivisione della comunità dei cittadini cavesi»

Leggi anche: Cava de’ Tirreni: l’esedra di Via Formosa sarà abbattuta

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