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Cava de’ Tirreni. Castello all’Ente Montecastello? Le precisazioni dal Comune

Montecastello

Da Palazzo di Città i chiarimenti in merito alla delibera sui Beni Comuni che aveva fatto sollevare più di qualche sopracciglio. Lamberti: «Non abbiamo affidato il Castello all’Ente Montecastello».

La diffusione, nei giorni scorsi, di notizie relative all’ultima delibera di giunta che riguarda la valorizzazione dei Beni Comuni e, in particolare, del Castello di Sant’Adiutore pare abbia tratto in errore in molti. Tanto da far arrivare alla nostra redazione diverse segnalazioni di dissenso da parte di altre associazioni storico-culturali del territorio.

Al contrario di prime e frettolose interpretazioni – che volevano lo storico maniero affidato alla gestione dell’Ente Montecastello del presidente Mario Sparano, in collaborazione con l’associazione Archibugieri Balestrieri “Cavalieri della Bolla Pontificia AD 1394” – l’assessore alla Cultura, Armando Lamberti, ci ha spiegato che in realtà le cose stanno diversamente.

«La Giunta comunale – ci ha chiarito l’assessore Lamberti – ha semplicemente recepito una serie di proposte progettuali arrivate sì dall’Ente Montecastello e dall’associazione “Bolla Pontificia”. Questo non vuol dire che la gestione del Castello sarà affidata a loro. La struttura deve prima di tutto essere oggetto di lavori di ristrutturazione, finanziati con fondi PICS, che dovrebbero partire nella seconda metà di quest’anno (tra settembre e ottobre). Contestualmente – anche sulla scorta delle richieste arrivate dall’Ente Montecastello e dai Cavalieri della Bolla Pontificia – emaneremo avviso pubblico per la presentazione di eventuali proposte alternative o complementari da parte dei cittadini e di altre associazioni per ricavarne una sola, complessiva e valida».

Lo stesso discorso varrà per gli altri beni comuni, individuati nell’ambito “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani”.

Il regolamento disciplina tutte le forme di collaborazione tra i cittadini e l’Amministrazione Comunale, ai fini della realizzazione di interventi che possono interessare spazi ed edifici pubblici, ma anche lo sviluppo e la promozione di forme di collaborazione civica nei settori dei servizi sociali, culturali ed economici, della creatività urbana e dell’innovazione digitale.

Possono presentare proposte di collaborazione, purché rientrante tra i criteri stabiliti dall’apposito regolamento, singoli cittadini, anche in forma associativa, o comunque riuniti in formazioni sociali, anche informali o di natura imprenditoriale.

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