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Caso Arianna Manzo, al via il riesame del Collegio peritale

Oggi la prima visita, in modalità telematica

Avviate le nuove perizie in merito al caso della giovane Arianna Manzo, la cavese – oggi 15enne – che appena nata è rimasta sorda e tetraplegica a causa di un presunto caso di malasanità.

I giudici hanno nominato un collegio di periti per riesaminare il caso e, dopo una serie di ritardi di natura burocratica, è in programma per oggi la prima visita (che sarà condotta in modalità telematica via web) alla ragazza.

Una disposizione che risponde ai continui solleciti arrivati nei mesi scorsi dal legale della famiglia Manzo, l’avvocato Mario Cicchetti, a fronte di un peggioramento delle condizioni di salute della ragazza.

L’avvocato – che formalmente rappresenta Eugenio Manzo e Matilde Memoli, i genitori di Arianna – lo scorso gennaio, infatti, aveva presentato un’istanza di sollecito alla Corte di Appello di Salerno affinché i periti del Collegio incaricati il 27 ottobre 2020 dessero il via agli accertamenti finalizzati ad appurare i danni subiti dalla ragazzina che, ormai, vive su una sedia a rotelle.

«Promesse di De Luca andate a vuoto»

«Sono trascorsi, inutilmente, mesi dal conferimento dell’incarico al Collegio peritale che dovrà rivalutare il caso di Arianna Manzo e ho ritenuto doveroso sottoporre all’attenzione della Corte tale dato – ha sottolineato l’avvocato – considerate le gravissime condizioni di salute in cui continua a versare la piccola che non le consentono di attendere altro tempo. Ritardo che, seppur intervenuto in un momento tanto delicato per tutti i sanitari italiani impegnati nella lotta alla nota pandemia, non poteva essere ulteriormente tollerato perché ha determinato un ulteriore aggravamento delle già precarie condizioni della minore».

«Pe questo motivo avevo chiesto un intervento della Corte che sollecitasse il Collegio peritale a disporre un immediato inizio di tali operazioni. In tale disperata situazione – conclude Cicchetti – non posso non tornare ad evidenziare che, a tutt’oggi, le promesse fatte dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, alla minore e alla sua famiglia non hanno trovato alcuna concreta attuazione».

Nell’istanza l’avvocato Cicchetti ha ricordato anche che al momento, non è possibile «escludere qualsiasi evento fatale».

«Il contesto familiare in cui vive la 15enne, infatti – ha spiegato – è caratterizzato da situazioni economiche estremamente precarie, aggravate dalla necessità di fornirle assistenza fondamentale per la sopravvivenza e ormai senza il risarcimento la minore è ora privata anche dell’assistenza minima».

Per la famiglia, infatti, era stato disposto in primo grado un risarcimento da circa 3 milioni euro che dovrebbe corrispondere l’azienda ospedaliera “Cardarelli” di Napoli, la quale, però, ha ottenuto una sospensiva del pagamento proprio a fronte degli ulteriori accertamenti che dovranno essere condotti.

L’obiettivo è quello di capire – a partire da un nuovo riesame del caso da parte del Collegio peritale che oggi visiterà la quindicenne Arianna Manzo – se nel presunto caso di malasanità possa concorrere anche la responsabilità dei medici dell’ospedale cavese “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” che, in prima istanza, si presero cura dell’allora neonata prima che venisse trasferita al “Cardarelli” di Napoli.

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