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Caricabatterie universale, se ne discute in Europa

USB-C, lightning, micro, macro, largo, stretto. Gli smartphone generano due dipendenze: una all’uso, l’altra alla ricarica.

Li vogliamo piccoli, ma con batterie talmente capienti da fare concorrenza a quelle usate per i TIR. Nel 2020 tutti abbiamo uno smartphone e, a parte piccole sacche di resistenza, la powerbank è un optional obbligatorio se usi lo smartphone per fare tutto, dal taxi alla cena, dallo shopping al trading online.

C’è però un problema, e non da poco: iPhone usa un sistema di ricarica diverso da Samsung. E, con l’introduzione del nuovo “melafonino” siamo passati ad un sistema ancora più evoluto. In tutto questo, siamo noi a dover impazzire. Eh sì. Qualche tempo fa, in caso di “low battery” ci bastava chiedere all’amico di turno “Hai un caricatore?” ora, invece, siamo a chiedere “Hai un iPhone o Android? Sai, ho il telefono scarico!”.

Ecco, l’Europa sta lavorando proprio per evitare questa “follia” e uniformare i sistemi di caricamento per cellulare.

Una risoluzione esiste già e chiede “l’introduzione obbligatoria di un caricabatteria comune a tutti i dispositivi mobili” in virtù di una “urgente necessità di un intervento normativo dell’UE” per ridurre i rifiuti elettronici e dare ai consumatori la possibilità di effettuare scelte sostenibili”.

Un testo, purtroppo non legislativo, approvato nella plenaria di Gennaio 2020 con 582 voti favorevoli,40 contrari e 37 astensioni. Di fatto l’Europarlamento vuole che la Commissione presenti entro luglio 2020 l’atto delegato che integra la direttiva 2014/53/UE sulle apparecchiature radio o, se necessario, una misura legislativa entro la stessa data.

Per non ostacolare l’innovazione, la Commissione europea dovrebbe garantire che il quadro legislativo relativo ai caricabatteria standard sia “esaminato periodicamente tenendo conto dei progressi tecnici”.

Non solo caricabatteria standard, ma anche wifi.

Il Parlamento ha chiesto così di adottare misure per garantire al meglio l’interoperabilità dei diversi caricabatteria wireless con le varie apparecchiature mobili. Altro obiettivo della risoluzione è quello di considerare iniziative legislative volte ad aumentare il volume di cavi e caricabatteria raccolti e riciclati negli Stati membri evitando poi di acquistare un nuovo caricabatteria con ogni nuovo dispositivo. In questo modo si eviterebbe di trovare un caricabatterie in ogni telefono.

Secondo le stime, ogni anno a livello mondiale vengono prodotti circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, pari a una media di oltre 6 kg pro capite. In Europa, il totale dei rifiuti elettronici generati nel 2016 è stato di 12,3 milioni di tonnellate, pari a 16,6 kg in media per abitante. Inoltre, i brevi cicli di vita di alcuni dispositivi comportano la produzione di ulteriori rifiuti elettronici.

Dal canto suo, lo scorso 29 gennaio 2020, la Commissione europea ha adottato il suo programma di lavoro per il 2020, nel quale si impegna a presentare un’iniziativa legislativa sul caricabatteria universale nel terzo trimestre del 2020.

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