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Carburanti: sciopero benzinai 6-7 novembre. Elenco impianti aperti sulle autostrade

Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio confermano la chiusura degli impianti, stradali ed autostradali, su tutto il territorio nazionale.

 “Il silenzio del Governo, nel suo complesso, – si legge nella nota diffusa dai sindacati di categoria –  è un grave atto di irresponsabilità non solo verso i Gestori, ma verso i cittadini stessi che saranno chiamati a pagare, con inevitabili disagi, il conto di una politica governativa sempre più orientata ad assumere provvedimenti di impatto mediatico, anziché soluzioni per le Categorie produttive e finanche a favorire, indirettamente, il sistema bancario.

Con questa politica il Governo sceglie di marginalizzare la nostra Categoria, anche attraverso la moltiplicazione di adempimenti fiscali, tanto inutili quanto dispendiosi, senza avere il coraggio di mettere le mani – riordinandola – in quella illegittima giungla contrattuale della quale si avvantaggiano solo soggetti che – fuori da ogni regola e, spesso da ogni legalità – continuano a tenere in ostaggio un settore che contribuisce con circa 40 miliardi/anno al bilancio dello Stato.

La protesta dei Gestori carburanti, in questo contesto degradato, va avanti: le Organizzazioni di Categoria chiamano tutti i Gestori ad una partecipazione compatta alle iniziative di chiusura, per provare ad invertire una tendenza che ha come obiettivo la scomparsa della Categoria: dalla fatturazione elettronica, all’introduzione degli ISA, che risultano fortemente penalizzanti per i gestori carburanti (che, è bene ricordarlo, percepiscono un margine che non supera il 2% del prezzo pagato dagli automobilisti), ai Registratori di cassa Telematici per fatturati di 2 mila €/anno, all’introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera, in formato elettronico, da digitalizzare a mano: tutti adempimenti inutili fatti per scaricare sull’ultimo anello della filiera, il più debole, oneri e costi e finanche provvedimenti penali per errori formali.

Provvedimenti che duplicano le incombenze burocratiche senza alcuna valenza sulla lotta all’illegalità o alla infedeltà fiscale, lasciando in pace gli evasori di continuare a fare business anche nel nostro settore che appare sempre più inquinato dalla criminalità organizzata.

Il Governo non solo non ascolta la Categoria, ma la perseguita scaricando su di essa i costi di adeguamenti che andrebbero posti a monte, ignorando le proposte finalizzate a recuperare i 4 miliardi di frodi fiscali e illegalità, con pochi correttivi ragionevoli.

Se il Governo tace l’industria petrolifera balbetta di fronte alla strage di diritti cui viene sottoposta la Categoria dei Gestori. Lo sciopero è anche contro le compagnie petrolifere e la miriade di titolari di impianti, piccoli, medi e grandi, cresciuti sull’illegalità contrattuale. Verso questi soggetti la Pubblica Amministrazione e il Ministero dello Sviluppo Economico continuano a mantenere un silenzio imbarazzante assistendo, muti, allo scempio che sta generando danni al Paese ed al sistema per alcuni miliardi/anno.

La Categoria, ridotta allo stremo, scende in piazza per gridare la propria protesta contro un Governo che mostra i denti ai deboli e fa le moine ai poteri forti. I Gestori porteranno la protesta fin sotto a Montecitorio, perché il “Palazzo” si metta finalmente in sintonia con le ragioni che la nostra Categoria cerca da tempo di rappresentare”.

Conferenza delle regioni e delle Province Autonome: elenco impianti aperti sulle autostrade

La Conferenza delle regioni e delle Province Autonome il 3 marzo 2011 ha approvato il documento recante “Disciplina unitaria per la turnazione degli impianti autostradali in caso di sciopero”. Il documento, recepito con specifici atti dalle singole Regioni e Province Autonome, indica tutte le aree di servizio autostradali presenti sul territorio nazionale e le suddivide in tre turnazioni A), B), e C).

Ogni turnazione serve a garantire il servizio per ogm sciopero, indipendentemente dal numero di giorni di astensione dal servizio. Tale disciplina stabilisce che “in caso di sciopero proclamato e poi revocato la turnazione già prevista sarà attuata all’evento successivo”.

La Regione Marche, coordinatrice della materia nell’ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ha indicato che, in occasione dello sciopero nazionale indetto dalle ore 6.00 del 6 novembre alle ore 6.00 dell’8 novembre è da applicare la turnazione “A”.

laRed TV





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