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Campania: il nuovo Piano Rifiuti ci salverà dalla maxi multa dell’UE?

la red - nuovo Piano Rifiuti

All’indomani dell’aggiornamento del Piano Rifiuti approvato ieri in Consiglio regionale la prima domanda è: servirà a salvarci dal pagare la maxi multa da 20milioni di euro inflitta dalla Corte di giustizia Ue nel luglio 2015?

La seconda è: basterà per uscire fuori dall’eterna idea di emergenza in tema rifiuti in Campania?

Nessun nuovo termovalorizzatore, una differenziata al 50 per cento e impianti di compostaggio in tutto il territorio.
Sono le grandi linee dell’aggiornamento del piano rifiuti messo a punto dalla giunta De Luca e approvato in Consiglio regionale, con cui il governatore spera di mettere fine alla maxi-multa comminata dall’Ue all’Italia e alla Campania.

Un piano votato a maggioranza con il voto contrario di centrodestra e Movimento 5 Stelle.

Per l’ex governatore campano Stefano Caldoro, un «piano poco convincente, soprattutto sulle percentuali di differenziata e sull’impiantistica».

A difendere il piano, il capogruppo dei Verdi, Francesco Borrelli: «Non ci sono nuovi termovalorizzatori, basta con le palle clamorose. Il vecchio piano prevedeva due nuovi impianti, a Napoli Est e Giugliano. Questa era la cultura precedente, noi abbiamo eliminato dal piano gli inceneritori. Quanto alle ecoballe, si è preso il toro per le corna presentando un piano finanziato. Vedremo chi ha ragione: noi o chi spera nel fallimento di questo programma».

Cauto il vicepresidente della giunta Fulvio Bonavitacola, secondo cui « E’ chiaro che non pensiamo di portare fuori regione 5 milioni e 600mila tonnellate di ecoballe, ma una parte sicuramente sì. L’esperienza ci dice che le autorizzazioni fuori nazione sono difficili da ottenere, quindi premieremo il recupero rispetto allo smaltimento e l’Italia rispetto all’estero».

Il nuovo Piano Rifiuti ci salverà dalla maxi multa dell’UE?

La nuova pianificazione, valida per il periodo 2016-2020, sostituisce quella varata nel 2012 dalla giunta allora guidata da Stefano Caldoro e la cui mancata applicazione è alla base della condanna inflitta dalla Corte di giustizia Ue nel luglio 2015 a pagare una maxi-multa da 20 milioni di euro più sanzioni quotidiane da 120mila euro.

E’ sulla massimizzazione della raccolta e del trattamento della frazione organica da raccolta differenziata che si poggiano le basi del Piano Regionale. L’obiettivo è arrivare ad un fabbisogno di trattamento annuo di circa 750mila tonnellate entro il 2020. 

Un simile risultato significherebbe, infatti sottrarre quote ai rifiuti avviati a discarica ed incenerimento.

 

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