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Lockdown in Campania, c’è “chi dice no”

Dal fronte del no al lockdown, le posizioni di Ciarambino, de Magistris e Cirielli

Ciarambino: “Prima vanno ascoltate le associazioni di categoria”

“La paventata chiusura di ogni tipo di attività non può essere definita di punto in bianco senza aver prima consultato le associazioni di ogni singola categoria produttiva. – Così la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino commenta le drastiche dichiarazioni del Presidente campano nella diretta fb del pomeriggio – Prima di assumere qualunque provvedimento, al governatore De Luca e al capo dell’opposizione Stefano Caldoro chiedo un confronto a tre in tempi rapidissimi, per definire assieme una linea unitaria per affrontare assieme questa emergenza che di giorno in giorno si fa sempre più grave e allarmante. Soltanto unendo forze e idee possiamo contribuire a salvare vite umane e ad uscire al più presto dalla fase più drammatica della storia recente della nostra regione, evitando che misure più restrittive abbiano effetti devastanti per la nostra economia. Non sono poche le realtà di qualunque tipo, commerciali, imprenditoriali o professionali, che non hanno ancora recuperato dalla prima fase di lockdown. Alcune addirittura non hanno più aperto i battenti. Gli ultimi drammatici numeri consigliano misure sempre più drastiche, ma prima è necessario sedersi al tavolo con i rappresentanti di ogni settore produttivo, a partire proprio dalla Campania, definendo sia come Governo nazionale che come Governo regionale una strategia che, tutelando la salute di tutti, tenga conto che un secondo lockdown potrebbe essere all’origine di una recessione senza precedenti. E’ il momento della collaborazione e della responsabilità”.

De Magistris: “Campania fuori controllo, intervenga il Governo subito”

“Noi siamo costretti oggi, prima Regione d’Italia, a dover chiudere con un lockdown non per la lungimiranza del presidente della Regione, ma per la confessione della totale inadeguatezza delle azioni messe in campo da marzo ad oggi per rafforzare la salute delle donne e uomini della Campania”. Lo dichiara il sindaco di Napoli Luigi De Magistris in un video postato sui social. “Rivolgo un appello al Governo – aggiunge – assuma il coordinamento di una situazione che ormai è sotto gli occhi di tutti, in Campania è fuori controllo. Chiediamo di intervenire subito con misure adeguate sul piano sanitario, sociale ed economico. A questo si aggiunge, e lo trovo sconcertante, che mentre si teneva un incontro in Prefettura per l’ordinanza in vigore dalle ore 23, abbiamo appreso dai social del presidente De Luca che andiamo verso il lockdown. Un atteggiamento che non permette, neanche alle forze dell’ordine, di poter controllare il territorio. Il tracollo economico e sociale cui andiamo incontro è totale responsabilità del fallimento della gestione regionale“.

Cirielli (FdI): “Lockdown maschera fallimento di Governo e Regione Campania, colpo mortale per l’economia”

“Sono contrario al lockdown – fa sapere il Questore della Camera e deputato campano di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli – perchè sarà un colpo mortale per l’economia della Campania. Questa decisione serve soltanto a mascherare il fallimento del Governo Pd-M5S, sostenuto anche dal governatore De Luca, e ovviamente della stessa Regione Campania, sebbene in parte minore”.

“Non si può far fallire la regione per bloccare un virus il cui contenimento oramai è fallito”

“Il Covid-19 – continua Cirielli – ha una scarsa letalità: più del 90 % dei contagiati, infatti, sono asintomatici e tra i sintomatici pochi sono fortunatamente gravi. In questi mesi, dunque, bisognava concentrare gli sforzi per tutelare le fasce deboli, anziani e malati in primis, ed assumere medici e infermieri aprendo anche nuovi reparti Covid negli ospedali per aumentare i posti letto. Bisognava potenziare i trasporti per prevenire la principale fonte di affollamento. Quindi, per prevenire la seconda ondata della pandemia e rallentare il virus non è stato fatto nulla. E oggi si decide di chiudere la Campania, ma senza fare nulla, ancora una volta, per le fasce di popolazione più a rischio. La mia – precisa Cirielli – non vuole essere una polemica pretestuosa nei confronti del governatore De Luca che, comunque, ha ricevuto un ampio mandato dai cittadini campani. Ma è evidente che così come non è stato merito suo la scarsa diffusione del virus a marzo, oggi non è soltanto colpa sua la situazione drammatica in cui si trova la nostra regione. È innanzitutto responsabilità del governo della Nazione, peraltro in mano principalmente al Pd, che non ha aiutato affatto la Campania con risorse straordinarie per la sanità, per trasporti e per la prevenzione a tutela soprattutto delle fasce deboli.  Adesso, però, – conclude Cirielli – non si può far fallire la regione per bloccare un virus il cui contenimento oramai è fallito, ci vuole subito un Piano B: cioè concentrarsi per la tutela delle fasce deboli”.

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