Campania Sport

Calcio amatoriale, la strada è tutta in salita?

I commenti da centri sportivi e scuole calcio – di Gabriele Di Giuseppe

*articolo scritto il 3 dicembre 2020

Il Covid 19 ha colpito inevitabilmente tutti gli ambienti lavorativi. Dalle attività di ristorazione, passando per i bar fino ad arrivare alle attività sportive a livello amatoriale.

Dai centri sportivi alle semplici scuole calcio, un intero settore è stato messo in ginocchio dalle restrizioni imposte dal governo per limitare l’aumento dei contagi nelle diverse regioni d’Italia.

Per capire meglio gli umori e i pensieri di chi vive in primo piano questa situazione, siamo andati a parlare con chi questa situazione la sta toccando con mano.

– Michele Lodato (FutsalArena – Cava de’ Tirreni e FutsalPark –  Nocera Inferiore) per quanto riguarda i centri sportivi locali

Con il Covid molte attività, così come anche centri sportivi e scuole calcio, sono costrette a chiudere senza sapere se e quando riapriranno. Come state vivendo questa situazione?

I centri sportivi pagano un grave errore, quello di non essere rappresentati a livello nazionale da un’associazione e di non avere una propria categoria che possa rappresentare i nostri problemi a livello nazionale.

In questo momento di difficoltà, il vostro settore ha ricevuto aiuti economici?

Il Ministro Spadafora sta facendo un grande lavoro. È riuscito a far arrivare, nelle casse dei collaboratori sportivi contributi a fondo perduto, secondo determinati criteri. Similmente sono stati stanziati fondi anche per il pagamento dei fitti delle strutture sportive. In questo modo si permette alle strutture di tenersi a galla, tenendo conto di tutte le spese che devono sostenere.

Ad oggi, c’è un piano di riapertura per scuole calcio e centri sportivi?

Ad oggi le attività individuali vengono autorizzate a seconda del colore della propria regione. Nelle zone rosse le attività sono completamente chiuse, mentre in zona gialla o arancione è possibile svolgere le attività individuali senza esercizi di contatto e mantenendo sempre il distanziamento. Diciamo che per gli sport di contatto a livello amatoriale la riapertura non è prevista prima della prossima primavera.

Nonostante il vostro rispettare le norme previste (per svolgere le attività fisiche nella maniera più sicura e tranquilla) siete una delle categorie più colpite. Come ti spieghi questa cosa?

Mi viene da pensare che il Ministro Speranza ci abbia presi di mira. Siamo stati gli ultimi ad aprire in estate (dopo il primo lockdown) e siamo stati tra i primissimi a chiudere non appena i contagi sono aumentati di nuovo. Nonostante nei centri sportivi non siano mai stati  registrati focolai, nonostante l’attività sportiva sia un elemento fondamentale per il nostro organismo e le nostre attività non prevedono assembramenti, il Ministro ci ha sempre catalogato tra le realtà ad alto rischio.

  • Di scuole calcio abbiamo parlato, invece, con Roberto Pidone (ex calciatore, oggi allenatore nella scuola calcio Raffaele Sergio Academy).

Le scuole calcio sono oasi felici per i bambini, dove imparano i valori dello sport e del gioco di squadra. Vi manca tutto questo?

Certo. Io amo stare con i bambini, vederli insieme, uniti. Il mio obiettivo non è solo insegnare il calcio, come sport, sotto forma di gioco, ma bensì insegnare, soprattutto, il rispetto delle regole e della socializzazione.

Sembra che la soluzione più facile sia quella di chiudere tutto, ma voi, che vivete in pieno questo mondo, cosa vi sentite di dire al Ministro Speranza.

Ritengo che sia sbagliato chiudere le scuole calcio perché se rispettiamo le regole e le norme previste, come da protocollo, non dovrebbero esserci rischi.

Allenamenti collettivi e partite di campionato sono tanto lontani? Secondo me la strada è ancora lunga ed in salita. Non sembrano esserci i presupposti per ripartire. Quindi si, sono molto lontani.

Un vostro augurio? Il mio augurio è che si riprenda quanto prima possibile e che i settori giovanili possano avere uno sviluppo migliore per la loro crescita, ma soprattutto una condivisione maggiore delle loro passioni.

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