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Brexit, il Parlamento chiede l’immediato avvio dei negoziati

Il Parlamento europeo riunito in seduta straordinaria a Bruxelles ha chiesto formalmente al Governo britannico di avviare la procedura di “rescissione” prevista nell’articolo 50 dal Trattato di Lisbona. Il tutto nasce dalla volontà della Gran Bretagna, per tramite del proprio ministro alle finanze George Osborne di richiedere procedura prevista dal Trattato, non prima di aver verificato le proprie priorità e di essere pronti a sedersi al tavolo dei negoziati per uscire dell’Europa dei 28. Alla Plenaria presenti tutti i principali attori politici europei, da Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, a Jean Claude Juncker, presidente della Commissione fino a Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo. I Tre poi, saranno a colloquio domani con tutti i Capi di Stato e di Governo dell’Unione per il Consiglio in cui la Gran Bretagna sarà presente, per l’ultima volta, con il Premier Cameron dimissionario e con la volontà però di non formalizzare l’avvio dei negoziati. In mattinata il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato di voler convocare per settembre un “vertice straordinario” dei capi di stato e di governo senza il Regno Unito per discutere sul futuro dell’Unione europea dopo l’uscita della Gran Bretagna. Durante l’annuncio Tusk ha detto che “la Ue è pronta a divorziare da Londra anche oggi”.

Insomma una sorta di braccio di ferro: da una parte la Gran Bretagna che non ha intenzione di avviare i negoziati, dall’altra tutte le Istituzione europee che invece spingono per la formalizzazione della “Brexit”.

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