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Brexit, Juncker in plenaria: “I vincitori del referendum? Altro che patrioti”

Strasburgo. “Si tratta di “retro-nazionalisti”, non patrioti perchè un patriota non abbandona la barca quando la situazione diventa difficile”. Queste le parole di Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea che nel corso del suo discorso davanti al Parlamento europeo riunito a Strasburgo, non ha lesinato stoccate ai promotori del “leave” britannico, meglio noto come Brexit. All’indomani del vittoria dell’out, serie le conseguenze politiche: le dimissioni del Primo Ministro David Cameron e quelle del leader UKIP Nigel Farage. I motivi delle loro “leave” sono però opposti: Cameron lascia per dare al Regno di Sua Maestà un nuovo Primo Ministro capace di portare avanti, nei prossimi due anni, i negoziati per l’uscita della Gran Bretagna, Farage lascia per aver raggiunto il suo obiettivo (e quello dello  UK Independence Party) e quindi tornare alla vita privata. Non tanto la scelta del popolo britannico, ma la bandiera indipendentista dello UKIP ha attirato a sè ulteriori critiche e stoccate di Juncker: “Non avevano alcun progetto su dove andare a partire da qui”. Di altro tono l’intervento di Donald Tusk che ha sottolineato come i i leader europei (riunione dello scorso 28-29 giugno 2016) abbiano discusso anche di una serie di questioni non legate alle future relazioni tra il Regno Unito e l’UE. “Il referendum del Regno Unito non distoglie l’attenzione dell’UE dalla crisi migratoria – ha spiegato Tusk che ha poi descritto la discussione su Brexit come “calma e misurata”. I leader dell’UE hanno compreso la decisione del Primo Ministro britannico, David Cameron, di rinviare i negoziati per l’uscita del paese, tuttavia si aspettano che il nuovo governo del Regno Unito presenti il prima possibile la notifica formale. “Nessuna trattativa di qualsiasi natura – ha rimarcato Tusk – avverrà prima di questa comunicazione”. Questa posizione sgombera la volontà di spingere con tutti i mezzi l’immediato inizio dei negoziati e che si rifà a quanto espresso dall’articolo 50 del Trattato di Lisbona che regola in capo alla Gran Bretagna la comunicazione formale, finora non fatta, del voler uscire dal circolo dei 28 Paesi europei.

Di seguito il discorso di Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea

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Antonio Ioele

Antonio Ioele

10 anni, tra Italia ed estero, tra radio, tv, carta stampata e web. Da febbraio 2017 sono il delegato dello “Studio Associato laRed” (P.IVA 05569100653), proprietario della testata giornalistica laRedazione.eu.

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