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Brexit, ultimo atto. Domani vota il Parlamento europeo

The Union Jack British flag waving outside the EP building in Strasbourg. © European Union 2020 - Source : EP

A meno di colpi di scena, l’Europarlamento voterà l’accordo per la Brexit. Cosa succederà dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea? E per gli italiani, quale futuro?

Il Regno Unito, dopo 47 anni di permanenza, esce dell’Unione europea. Con il voto dell’Europarlamento per approvare il trattato sul recesso del Regno dall’UE, dal 1 febbraio 2020 saranno 27 i Paesi membri dell’Unione. Ad onore di cronaca, l’eventuale voto contrario del Parlamento non pregiudica il “leave” che però sarà senza accordo.

40 mesi, tre proroghe e due progetti di accordi approvati. Tutto parte nel giugno 2017 con la volontà del Regno Unito e dell’Unione europea di proteggere i diritti dei cittadini, concordare una liquidazione finanziaria e garantire l’assenza di una frontiera fisica sull’isola d’Irlanda. Un primo accordo con l’ex Primo ministro UK Theresa May è stato ripetutamente bocciato dalla Camera dei comuni del Regno Unito. Le cose sono poi cambiate con l’arrivo, luglio 2019, del Primo ministro Boris Johnson, che ha deciso di rinegoziare la soluzione di salvaguardia (backstop) per l’Irlanda del Nord.

Cosa c’è nell’accordo di recesso?

Il documento riguarda un’infinità di aspetti squisitamente giuridici: disposizioni comuni e finali, i diritti dei cittadini, la liquidazione finanziaria, norme sul periodo di transizione, altre questioni relative alla separazione (le norme sulla conclusione dei processi in corso alla fine del periodo di transizione, ad esempio le procedure giudiziarie in corso) e la governance dell’accordo. Contiene altresì tre protocolli (Irlanda/Irlanda del Nord, Gibilterra e le zone di sovranità del Regno Unito a Cipro) e allegati.

Cosa succederà dal 1 febbraio 2020?

L’obiettivo degli inglesi è quello di discostarsi in misura significativa da tutte le norme dell’UE. Per farlo è stato previsto un “periodo di transizione“ che durerà fino al 31 dicembre 2020.

In questi 11 mesi, il Regno Unito sarà trattato come uno Stato membro, ma senza alcun diritto in materia di processo decisionale dell’UE e senza alcun diritto di rappresentanza. Tale periodo è prorogabile una volta fino a un massimo di uno o due anni. Si ritiene che 11 mesi siano davvero pochi per trovare soluzioni agli immensi problemi derivanti da settori strategici come trasporti, sanità, agricoltura e attività produttive.

Sul piatto del negoziato, un peso enorme l’ha avuto l’Irlanda del Nord. Si è scelto quindi che, solo per questo territorio, sarà applicata la legislazione doganale e tariffaria dell’UE, nonché le pertinenti norme del mercato unico dell’UE necessarie per evitare qualsiasi frontiera doganale sull’isola d’Irlanda. È previsto anche un meccanismo di approvazione per le autorità dell’Irlanda del Nord.

E per gli italiani in UK?

Partiamo da una premessa: il Regno Unito non ha mai firmato il Trattato di Schengen, quindi si entrava e usciva grazie a una serie di accordi bilaterali tra Italia e UK. Quindi Brexit o no, per il turista italiano poco cambierà. Tuttavia per chi ci vive le cose potranno cambiare. A tal proposto è l’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito a chiarire molti aspetti. Le informazioni sono aggiornate continuamente.

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