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Autista fuori strada in località Asproniata. Polemiche sulla messa in sicurezza della Sp360

Vettura fuori strada in località Asproniata – la scorciatoia dissestata per arginare il blocco di via Pasquale di Domenico, nella frazione di Sant’Anna –, fortunatamente nessuna conseguenza per il conducente ma l’episodio riaccende le polemiche sui ritardi nell’avvio dei lavori di messa in sicurezza delle strada provinciale 360.

Ora, se il tutto non si risolverà in tempi celeri, i residenti minacciano azioni di protesta più incisiva con i genitori dei bambini che frequentano i due plessi della frazione pronti a non mandare i propri figli a scuola il prossimo settembre. «Continuano a prenderci in giro – tuona il consigliere comunale di riferimento della zona, Vincenzo Lamberti –. È una vergogna».

Che si potessero verificare circostanze del genere era stato ampiamento previsto e anticipato. Il fatto è avvenuto nella mattinata di sabato quando un’automobilista – per evitare di dover percorrere circa 10 km per passare da una parte all’altra della frazione di Sant’Anna (spaccata in due da quattro mesi dopo il fenomeno franoso che ha interessato via Pasquale Di Domenico) – ha avuto l’ardire di percorrere l’impervio sentiero che attraversa località Asproniata. Causa, forse, la poca conoscenza del sentiero, l’uomo è finito fuori strada arrestando la vettura in un terreno agricolo adiacente senza per fortuna riportare conseguenze.

Da qui alla inevitabile polemiche. «Una vergogna assoluta, la strada provinciale ancora chiusa dopo quattro mesi e mezzo circa, ne passeranno almeno altri quattro o cinque o forse sei – ha commentato Vincenzo Lamberti –. Intanto continuiamo a soffrire disagi e difficoltà enormi. Come è possibile che gli uffici tecnici provinciali non abbiano saputo, o voluto, trovare una soluzione provvisoria di apertura di metà strada a senso alternato con impianto semaforico? Siamo stati solo presi in giro, è una mancanza di rispetto verso la vita sociale e quotidiana di una comunità intera isolata».

È stato, poi, proprio Lamberti ad annunciare azioni di protesta più concrete rispetto alle manifestazioni pacifiche condotte finora. «Se entro settembre non apriranno la strada in un modo o nell’altro, i genitori dei bambini molto probabilmente sono intenzionati a non mandare i figli a scuola».

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