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Arianna Manzo attende giustizia. La famiglia: “Da De Luca solo promesse elettorali”

“Un silenzio tanto assordante quanto imbarazzante”

«Un silenzio tanto assordante quanto imbarazzante quello del Presidente De Luca», inizia così il video diffuso dall’avvocato Mario Cicchetti, legale della famiglia Manzo. Continua, infatti, la battaglia della famiglia della giovane Arianna Manzo.

La giovane, oggi ha 15 anni, a tre mesi dalla nascita è rimasta tetraplegica, sorda e ipovedente a causa delle eccessive cure a cui era stata sottoposta presso l’ospedale “Antonio Cardarelli” di Napoli.

La famiglia lo scorso 11 luglio era stata ricevuta dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il quale si era fatto garante di una transazione stragiudiziale con l’azienda ospedaliera partenopea.

“Ad oggi, però – rimarca l’avvocato Cicchetti – siamo ancora in attesa di ricevere notizie. La piccola Arianna Manzo non può ricevere solo promesse elettorali, ma promesse che devono essere mantenute”.

Duro confronto anche con i Servizi sociali di Cava de’ Tirreni

Nei giorni scorsi, intanto, il legale è stato impegnato in un duro confronto epistolare con il dirigente del Comune di Cava de’ Tirreni, responsabile del settore “Servizi alla Persona”, Romeo Nesi, in merito alla delicata situazione in cui si trovano Eugenio Manzo e sua moglie Matilde Memoli impossibilitati a garantire alla figlia le cure di cui necessita all’esito delle disposizioni della Corte d’Appello che, accogliendo la richiesta di sospensiva avanzata dal “Cardarelli”, ha bloccato il risarcimento da 3 milioni di euro disposto in primo grado.

«I genitori della piccola Arianna Manzo, fino ad oggi, non hanno mai beneficiato di alcun apporto da parte dei servizi sociali – spiega Cicchetti. Da qui il confronto con i Servizi Sociali di Cava de’ Tirreni per capire quali misure di sostegno siano disponibili per la famiglia Manzo.

Lo stesso Romeo Nesi, infatti, in una lettera inviata qualche giorno fa alla famiglia, ha sottolineato la disponibilità all’ «ascolto dei bisogni del nucleo familiare ed alla eventuale attivazione di servizi a carattere esclusivamente sociale, per una presa in carico globale dell’assistito (Arianna) e della sua famiglia».

Scettica la risposta del legale che ha chiesto, in ultima analisi, maggiori chiarimenti in merito alle iniziative proposte dal settore “Servizi alla Persona”. «A tutt’oggi – ha replicato l’avvocato Cicchetti – non è dato comprendere quali interventi di sostegno si intendete fornire ai miei assistiti.

Fin d’ora, i signori Matilde Memoli ed Eugenio Manzo dichiarano di non aver alcuna intenzione di usufruire del prospettato “sostegno alla genitorialità” ma, al contrario, essere disponibili a considerare un intervento soltanto nella misura in cui costituisca un concreto e fattivo supporto alle esigenze assistenziali della minore. Altrimenti – ha concluso il legale – non potrà essere coltivata alcuna interlocuzione».

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