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Arianna Manzo, la Corte d’Appello nomina i consulenti

La Corte di Appello di Salerno ha accolto l’istanza dell’avvocato Mario Cicchetti, legale dei genitori di Arianna Manzo e ha nominato i consulenti appartenenti a distretti sanitari che non ricadano nella regione Campania (individuandoli in Sicilia e in Toscana) incaricati di verificare, tra le altre cose, se vi sia stato nesso di casualità tra eventuali colpe o condotte omissive dei sanitari che hanno avuto in cura la 15enne e il suo stato di salute, estremamente precario, in cui versa.

La 15enne cavese è vittima di un caso di malasanità quando aveva appena tre mesi, che la rese sorda, ipovedente e tetraplegica –

I giudici di secondo grado hanno assegnato all’equipe di consulenti sei mesi per depositare l’elaborato che sarà esaminato durante la prossima udienza, fissata per il 3 giugno 2021.

Il Collegio dovrà accertare se, alla  luce  delle  condizioni  della  piccola  paziente  al  momento  dei ricoveri  presso  il  Presidio  Ospedaliero  di  Cava  de’  Tirreni  appartenente all’Azienda Sanitaria Locale di Salerno, già A.S.L. Sa 1, e presso l’Azienda Ospedaliera  di  Rilievo  Nazionale  “Antonio  Cardarelli”  di  Napoli,  nelle settimane precedenti e nelle ore successive, siano state eseguite tutte le indagini  e  gli  accertamenti  diagnostici  che  sarebbero  stati  necessari, opportuni e prudenziali e se, sulla scorta degli accertamenti a disposizione dei sanitari del Presidio Ospedaliero  di  Cava  de’  Tirreni  e  dell’Azienda  Ospedaliera  di  Rilievo Nazionale  “Antonio  Cardarelli”  di  Napoli  e  nel  progredire  degli  eventi, siano  state,  volta  per  volta,  predisposte  e  seguite  tempestivamente  con diligenza,  perizia,  prudenza,  tempestività  strategie  e  pratiche  idonee  a fronteggiare  l’obiettiva  condizione  della  piccola  Arianna  in  vista  del miglior  esito  delle  sue  condizioni  clinico-sanitarie  anche  tramite  la presenza di personale idoneo e competente.

Il Collegio dovrà, inoltre, verificare, tra le altre cose, se  siano    ravvisabili    profili    di    colpa    medica  in  capo    ai  sanitari dipendenti  del  Presidio  Ospedaliero  di  Cava  de’  Tirreni  e  dell’Azienda Ospedaliera  di  Rilievo  Nazionale  “Antonio  Cardarelli”  di  Napoli  per  aver omesso l’effettuazione di accertamenti diagnostici o per l’omessa o errata interpretazione degli esiti degli esami e degli accertamenti, per l’omessa o   errata   attivazione   di   pratiche   e   attività   mediche,   terapeutiche, chirurgiche  o  d’altra  natura  in  relazione  alle  obiettive  condizioni  della piccola Arianna Manzo Arianna, in relazione alle condizioni della bambina neonata e  se,  nel caso  concreto,  un  percorso  diagnostico  corretto accompagnato da  interventi  tempestivi  e  adeguati  avrebbero,  sulla  scorta  del  noto principio  del  “più  probabile  che    non”,   escluso    o    ridotto    in    modo  apprezzabile    le    lesioni    e    le  sofferenze    che    ne  sono  derivate  alla piccola Arianna.   

“Nelle more che la Giustizia compia i suoi accertamenti – dichiara l’avvocato Cicchetti – con i noti e incompatibili tempi con le esigenze della minore, auspico che l’impegno inizialmente manifestato alla piccola dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, per consentirle le cure indispensabili di cui abbisogna per la sua sopravvivenza trovi concreta e immediata attuazione”.

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