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Arianna Manzo, i genitori non si arrendono

Un nuovo appello al governatore De Luca: “Ci auguriamo che tenga fede alla sua promessa”

Sono determinati ad andare fino in fondo per avere risposte concrete dalla giustizia e vedersi riconosciuti i propri diritti: i genitori di Arianna Manzo – dopo che lunedì la Corte di Appello ha accolto la richiesta di sospensiva del risarcimento da 3 milioni di euro avanzata da “Cardarelli” di Napoli – si rivolgono nuovamente al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per assicurarsi che tenga fede alla sua promessa.

Nella giornata di martedì il legale dei coniugi, l’avvocato Mario Cicchetti, ha scritto una nuova lettera al governatore sottolineando la disperazione in cui sono piombati Eugenio Manzo e sua moglie per l’impossibilità di garantire ad Arianna le cure di cui ha bisogno (la ragazza, oggi 15enne, è rimasta tetraplegica, sorda e ipovedente a seguito di una eccessiva cura a cui era stata sottoposta pochi mesi dopo la nascita dai medici del presidio partenopeo).

“Sono certo che con il presidente De Luca, smentendo le voci che vorrebbero annoverare la promessa assunta nei confronti della famiglia, lo scorso sabato, tra quelle elettorali, riusciremo a superare, attraverso una transazione, una simile inaccettabile pronuncia – ha dichiarato l’avvocato Mario Cicchetti -. I genitori di Arianna stanno conducendo lo sciopero della fame in un clima di assoluta disperazione in quanto, non sono più in grado di garantire alla piccola il minimo delle cure di cui abbisogna per la sopravvivenza. E sono, essi stessi, stremati. La Corte di Appello di Salerno avrebbe potuto sospendere totalmente o anche solo in parte l’efficacia esecutiva della sentenza impugnata. La scelta, tanto sorprendente quanto moralmente e giuridicamente inaccettabile, assunta dalla Corte è stata, invece, quella di tutelare in toto gli interessi dell’Azienda a fronte del diritto, quello si, costituzionalmente garantito, alla salute della piccola Arianna. I giudici avrebbero anche potuto commisurare le varie esigenze manifestate dalle parti in causa, sospendendo solo in parte l’esecutività della sentenza e quindi sbloccando parte del risarcimento milionario che avrebbe consentito alla piccola di curarsi. Ma la scelta è stata altra: non garantire alla minore le cure necessarie alla sua sopravvivenza”.

L’ultima speranza, dunque, resta De Luca che alla famiglia ha assicurato il suo impegno affinché si raggiunga un accordo transattivo per il risarcimento.

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