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Cronaca EVIDENZA Salerno

Aggressioni a medici e infermieri, insorgono le sigle sindacali

sigle sindacali

Nell’ultimo anno circa cinquanta denunce di aggressione subite da medici e infermieri dell’azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, di queste ben dieci arrivano dai reparti del plesso “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni

Insorgono le sigle sindacali e chiedono maggiore tutela per gli operatori della sanità locale a fronte dei tanti casi verificatisi nell’ultimo anno

I numeri arrivano direttamente dalla Fials Salerno e dal segretario provinciale Mario Polichetti che dalla scorsa primavera ha segnalato il problema delle aggressioni che medici e infermieri subiscono nell’esercizio delle proprie funzioni all’interno dei plessi che fanno capo all’azienda ospedaliera salernitana. La proposta che arriva dalla Fials Salerno, ora, è quella di un’«assistenza legale gratuita a chi subisce violenze durante l’orario di lavoro, chi opera in trincea merita di essere difeso e tutelato».
«Quando ho denunciato il fenomeno sono stato additato come il solito disfattista – ha dichiarato Polichetti in una nota – mentre ora emerge che nell’ultimo anno in tutta la provincia sono stati circa 50 i casi denunciati dai camici bianchi». Da qui, la volontà di garantire un legale gratis a chi subirà violenze durante il proprio orario di lavoro. «Serve dare un segnale di concretezza in questo mare di parole – continua Polichetti – Non so in quanti accetteranno l’aiuto del sindacato, ma estenderemo la tutela al resto del personale se necessario. Non si può solo fare passerella o denunciare violazioni in materia di contratti. Sicuramente è importante anche quello, ma chi lavora in trincea ha bisogno di sentirsi tutelato in ogni sede, compresa quella legale. Personalmente mi adopererò per fornire il massimo dell’apporto in eventuali sedi giudiziarie».
Una considerazione a cui si è aggiunto anche il parere di Biagio Tomasco, segretario Territoriale NurSind. «La percentuale che arriva da Cava de’ Tirreni è sicuramente allarmante – spiega Tomosco –. Ma il problema non è di natura geografica. I cittadini pagano le tasse e si aspettano servizi, intanto però è maturata questa sfiducia nei confronti della sanità. I problemi sono tanti ma intanto le aziende continuano a non investire più sul personale e sul rinnovamento delle risorse umane disponibili. È sotto l’occhio di tutti, per questo abbiamo già avviato azioni legali nei confronti di quelle realtà inadempienti in termini di disponibilità del personale».

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