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Adolescenti e gioco d’azzardo nell’anno del Covid. I dati dell’U.O.C. Ser.D. di Cava

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L’indagine svolta nel corso della pandemia del covid-19, con gli studenti di età fra 14-15 anni

Nel Dipartimento delle Dipendenze Patologiche, dal 2004 è attivo presso l’U.O.C. Ser.D. di Cava de’ Tirreni, l’ambulatorio specialistico per il Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA).

Gli specialisti da sette anni effettuano il Progetto “Fair Gambling” finalizzato sia alla prevenzione della dipendenza dal gioco d’azzardo destinato agli adolescenti sia all’attuazione di indagini conoscitive riguardanti la diffusione tra loro del fenomeno.

Gli adolescenti, infatti, se esposti a situazioni di gioco d’azzardo, benché a loro vietato dalla legge, sono vulnerabili ai suoi ormai prevedibili rischi.

L’indagine svolta sui dati del 2020

Un’indagine svolta nel corso della pandemia del Covid-19, con gli studenti di età fra 14-15 anni di alcuni Istituti di Istruzione Secondaria, ha evidenziato che la frustrazione dovuta alla didattica a distanza, l’isolamento e l’impossibilità di interagire con il gruppo dei pari ha spinto molti ragazzi a giocare d’azzardo con il computer di casa o con il proprio smart phone.

Il “Fair Gambling”

Il gambling appare come un mezzo potenzialmente pericoloso per vincere la noia e per ricercare eccitazione, soprattutto per coloro che hanno una propensione al rischio.

La maggioranza di essi spende per i giochi d’azzardo meno di 10 € al mese, ottenuti principalmente dai genitori, e quelli preferiti sono le Scommesse sportive e i giochi on-line.

Gli studenti appaiono consapevoli sia di quali sono i giochi potenzialmente più rischiosi (New slot-machines, Videolottery e Scommesse sportive) nel favorire lo sviluppo del “Disturbo da gioco d’azzardo”, sia delle caratteristiche cliniche del giocatore che ne è affetto.

Dai dati emersi si è rilevato che il 22,9% degli alunni gioca d’azzardo in un modo definibile a rischio, mentre il 6,1% lo fa in modo problematico. I segnali anticipatori più frequenti che indicano il viraggio del modo di giocare d’azzardo dei ragazzi da “ricreativo” a “problematico/patologico” sono:

a) sentirsi in colpa per i soldi spesi per giocare d’azzardo;

b) voler smettere di giocare senza riuscirvi;

c) aver giocato più soldi di quanto inizialmente stabilito;

d) nascondere a familiari ed amici che giocano d’azzardo. Inoltre, man mano che la condotta di gioco d’azzardo diviene più grave aumentano di frequenza ed intensità emozioni come il senso di colpa ed il rimpianto.

In particolare le ultime indagini condotte hanno fatto emergere l’importanza dell’emozione del rimpianto che ha non solo un ruolo rilevante nei processi decisionali in situazioni di rischio durante l’adolescenza, ma può anche essere utilizzato per promuovere specifici interventi di prevenzione.

Lo Stato, infine, nell’ambito delle politiche di sanità pubblica di prevenzione, può svolgere un ruolo importante così come i genitori i quali dovrebbero monitorare con maggiore attenzione il modo in cui i propri figli gestiscono la loro iniziale autonomia finanziaria.

Per informazioni e appuntamenti rivolti a tutti i giocatori d’azzardo è possibile telefonare allo 089-4455432 – 51 dal lunedì al sabato dalle ore 09:00 alle ore 12:30.

Il servizio aziendale è gratuito.

Leggi anche: Sempre più giovani si avvicinano al gioco d’azzardo. Ser. D. Cava: “Importante fare prevenzione”

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