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Addio alle lampadine alogene dal 1 settembre

lampadine alogene

Addio alle vecchie lampadine alogene. L’entrata in vigore, prevista per il 2016 e poi posticipata di due anni, scatterà il 1 settembre 2018

Consumano troppo (rientrano nella classe di efficienza energetica “D”). Per questo, la Commissione Europea ha decretato l’uscita degli Stati membri dal mercato delle lampadine alogene, con l’entrata in vigore del regolamento sulla progettazione eco-compatibile delle lampade a uso domestico, collegato alla direttiva Eup – Energy Using Products 2005/32/EC. L’entrata in vigore, prevista per il 2016 e poi posticipato di due anni, scatterà il 1 settembre 2018. Questo significa che al prossimo cambio di una lampadina fulminata, potremo acquistare solo un prodotto più efficiente, come i LED che possono consumare fino a 5 volte meno rispetto a una lampada alogena.

A trarne vantaggio saranno l’ambiente, l’industria e le tasche dei consumatori

Secondo quanto stimato da Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), il passaggio a lampadine a basso consumo energetico porterà un risparmio energetico annuale pari al consumo annuo di elettricità del Portogallo (48 TWh di energia elettrica) e consentirà di risparmiare circa 15,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2025, pari alle emissioni generate da circa due milioni di persone all’anno. E ancora, il passaggio da una lampada alogena di media potenza a un LED ad alta efficienza energetica permetterà di risparmiare circa 115 euro, considerato il ciclo di vita del LED di circa 20 anni, e di recuperare il suo costo entro un anno. Previsti, inoltre, vantaggi per l’industria, con la creazione di nuovi posti di lavoro nell’Unione Europea e proteggendo l’industria Ue dalla concorrenza di bassa qualità e dall’importazione di prodotti inefficienti. Tali misure di progettazione ecocompatibile (Ecodesign) contribuiscono infatti direttamente, al pari di altre già vigenti in Europa, a ridurre i costi e migliorare la competitività fissando norme a livello europeo e ad evitare potenziali costi di conformità con 28 diversi sistemi di requisiti nazionali. Il divieto non riguarda però proprio tutti i prodotti. A essere messi fuori mercato saranno i tradizionali bulbi di vetro a forma di pera, non direzionali, in classe energetica D, mentre sono escluse da questa operazione: le lampade alogene direzionali (i popolari “faretti”); le lampade alogene con attacco G9 e R7S (spesso utilizzate per le lampade da tavolo e i proiettori). Le misure in oggetto non si applicano ai prodotti sono già in vendita nei negozi, ma solo per i nuovi prodotti immessi nel mercato. Il divieto è in linea con la priorità dell’Unione Europea di migliorare l’efficienza energetica, con l’obiettivo finale di garantire un’energia sicura, sostenibile, competitiva e conveniente.

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