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Acqua bene pubblico, il decreto Madia sui servizi pubblici porterà aumenti fino al 110%

Entro fine giugno il Decreto sui servizi pubblici – già approvato dal Governo – diventerà legge e la trasformazione di Ausino diventerà ancora più difficile. E non solo, perché l’art. 7 prevede anche che gli affidamenti in house, come quello formalmente di Ausino, saranno consentiti solo se rispettano la normativa europea che, tra le altre cose, prevede il controllo analogo, che in Ausino non esiste. Di conseguenza, i Comuni saranno costretti a cedere parte delle quote ai privati – nel nostro caso la Gori, con gli inevitabili aumenti delle bollette, che si uniformeranno alle tariffe che la società del gruppo Acea già pratica nell’area nocerino-sarnese-vesuviana. Per questi motivi, l’unica strada, per salvare il salvabile é la trasformazione di Ausino in azienda speciale, che non sarebbe soggetta alla prossima disciplina di cessione ai privati. Il Comitato Acqua Bene Comune Ausino invia questa “Lettera aperta al Sindaco Servalli e p.c. agli altri Sindaci dei Comuni in area Ausino.

Ecco il testo integrale.

Tra qualche settimana il decreto Madia sui servizi pubblici andrà in porto definitivamente e diventerà legge. Esso prevede (art. 7) che:

il Servizio idrico integrato non potrà più essere affidato ad aziende di diritto pubblico;

i Comuni saranno costretti a cedere ai privati parte delle azioni che possiedono nelle società che gestiscono il Servizio (SII), se impossibilitate a rispettare le condizioni imposte dalla Legge.

Di conseguenza la gestione di Ausino passerebbe ai gruppi imprenditoriali che si stanno spartendo il business dell’acqua: la Gori e i suoi controllanti stanno già da tempo scaldando i motori. Con le inevitabili conseguenze di aumento delle bollette che si uniformeranno a quelle che Gori già utilizza nell’area nocerino-arnese-vesuviana: una famiglia-tipo di 4 persone con un consumo annuo di 300 metri cubi pagherebbe il 110% in più!

Come impedire tutto ciò ? Accelerando la trasformazione di Ausino in azienda speciale, prima che lo schema di Decreto legislativo diventi legge. La si metterebbe in sicurezza, evitandone la privatizzazione. Infatti l’obbligo di cessione di parte delle azioni non opera per le aziende di diritto pubblico quale è appunto l’azienda speciale. Ma occorre fare presto per non far scattare l’obbligo. Aspettare ancora come stanno facendo le amministrazioni di Servalli a Cava e di Benincasa a Vietri, nonostante i rispettivi consigli comunali abbiano da molto tempo deliberato all’unanimità la trasformazione, le renderebbe complici del perverso disegno di privatizzazione. Privatizzazione che mira ad impadronirsi delle nostre sorgenti a prezzi stracciati, in quanto il valore nominale delle azioni Ausino é pari alla trentesima parte del valore reale delle sorgenti stimato dagli stessi tecnici.

Sindaco Servalli, tu sei stato eletto sulla base delle promesse fatte in sede di ballottaggio, una delle quali fu la trasformazione di Ausino in azienda speciale. I pareri richiesti tendevano solo a perdere tempo, giacché le delibere adottate erano abbondantemente supportate giuridicamente dai tuoi stessi consulenti e dirigenti. Anche l’ultimo parere richiesto e reso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato riconosce ai Comuni il potere di trasformare Ausino in azienda speciale, giacché nulla vi osta. Ora bisogna agire. Si dia attuazione senza indugi al mandato ricevuto. Avanti con la redazione dello Statuto dell’azienda speciale consortile e con la convocazione dell’Assemblea dei Comuni. Prima che sia troppo tardi !”

F/to Acqua Bene Comune Ausino

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