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Accoglienza migranti a Cava de’ Tirreni, la Città si confronta

Cava de’ Tirreni. Spaventati, titubanti, poco informati. E’ un coro variegato e specchio di posizioni diverse quello dei numerosi presenti che hanno partecipato ieri sera al confronto sui migranti tenutosi presso la Biblioteca comunale organizzato dall’avvocato Alfonso Senatore.

Lo scopo era quello di cercare di fare chiarezza e offrire più punti di vista sulla decisione assunta dalla Prefettura di Salerno, ancora in embrione, di assegnare alla Città 160 migranti a fini di accoglienza ed integrazione.

Al tavolo dei relatori, insieme all’avvocato Senatore, l’ex sindaco Luigi Gravagnuolo, Padre Giacomo Santarsieri, Rettore della Casa di Riposo San Felice – Cappuccini e l’avvocato Filippo Meluso, ex Comandante della Polizia Municipale di Cava de’ Tirreni.

Sul fronte della difficoltà dell’accoglienza e della mancanza di strutture adatte ad ospitare 160 rifugiati si sono espressi Meluso e Senatore, i quali hanno ribadito che «Non è una questione di razzismo, ma dobbiamo riflettere sul fatto che a Cava ci sono circa 4mila disoccupati e non è possibile far venire dei migranti. Creeremo dei ghetti o innescheremo una guerra tra poveri».

Di parere contrario Gravagnuolo e padre Giacomo. Quest’ultimo ha raccontato alla numerosa platea in sala l’esperienza di accoglienza che i Cappuccini stanno già vivendo dallo scorso ottobre, ospitando 20 giovani nigeriane scampate a violenze e brutalità.

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