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Abbattimenti a Cava de’ Tirreni, Servalli: “Congelata ipotesi ricorso al TAR”

ricorso al TAR

Abbattimenti a Cava de’ Tirreni: congelata per il momento l’ipotesi, annunciata nel corso dell’ultimo consiglio comunale, di un ricorso al TAR avverso al Ministero dei Beni Culturali che ha ritenuto necessario il parere positivo delle Soprintendenze per l’acquisizione degli immobili abusivi al patrimonio comunale.

L’amministrazione del sindaco Vincenzo Servalli – alla luce del faccia a faccia di martedì scorso a nell’aula consiliare del Comune con il vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola – ha deciso di attendere l’evoluzione normativa in atto (sia all’attenzione di Palazzo Santa Lucia per quanto riguarda le linee guida sul preminente interesse al mantenimento degli immobili; che dal Senato con la legge Falanga) chiedendo, nel frattempo, agli enti preposti – in questo caso Procura e Soprintendenza – una “pausa di riflessione” prima di procedere agli abbattimenti calendarizzati.

«La presenza del vicepresidente Bonavitacola è la conferma dell’interesse della Regione Campania su questo tema – ha spiegato il sindaco – Parliamo di 70 mila case abusive, un problema di enorme portata su tutto il territorio regionale e l’Onorevole ha confermato il percorso che noi avevamo iniziato a Cava relativamente alle linee guida sulle dichiarazioni di preminente interesse pubblico e l’acquisizione degli immobili al patrimonio comunale. Il tutto sarà oggetto di una norma generale a carattere regionale che, comminata con gli effetti della legge Falanga, potrebbe definire un ordine di gradualità degli abbattimenti che porterebbe ad abbattere le case abusive di necessità solo dopo gli immobili edificati per speculazione, se non proprio ad evitare la demolizione delle abitazioni che possono essere destinate ad housing sociale».

Insomma una situazione ancora tutta in evoluzione che ha portato Servalli, ancora una volta, a fare appello alla Procura e alla Soprintendenza affinché fermino per il momento il braccio meccanico delle ruspe in attesa di maggiori chiarimenti sul tema.

Da qui alla decisione di non procedere per ora sulla strada del ricorso al TAR. «A questo punto – ha concluso Servalli – visto che c’è una legge regionale che dovrebbe essere approvata di qui a poco e che si esprimerà sulla necessità o meno di avere il parere della Soprintendenza nell’acquisizione degli immobili al patrimonio comunale, aspettiamo gli sviluppi, il tempo c’è per fare un ricorso al TAR che resta comunque un’ipotesi sempre valida e da tenere in dovuta considerazione».

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