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Cava de’ Tirreni: amianto nelle scuole comunali. Narbone: “Ancora tanto da fare”

la red - Narbone

Sono oltre una decina gli istituti scolastici metelliani sui quali sono ancora presenti manufatti di eternit di diversa tipologia.

L’amianto resta ancora oggi una piaga che in insiste sul territorio a dispetto degli sforzi fatti dall’Amministrazione per la rimozione e lo smaltimento dei materiali deteriorati che inevitabilmente rilasciano nell’aria microfibre altamente nocive.

Nel corso del 2016 l’amministrazione ha impegnato circa 35 mila euro per la bonifica di amianto ma, alla luce della situazione scuole, un ulteriore sforzo è stato chiesto dal consigliere di maggioranza Luca Narbone attraverso una raccomandazione sottoposta all’attenzione dell’Assessore all’Ambiente, Nunzio Senatore nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

«Seppur non risulti un imminente pericolo – ha detto Narbone – è auspicabile che l’assessore all’Ambiente presti maggior attenzione e concretezza a questo tema».

Alla luce degli ultimi censimenti effettuati sul territorio cavese – e in particolar modo proprio sui vari edifici scolastici – è emerso che ben tredici scuole su trentacinque risultano ancora con installazioni di amianto per canne fumarie, scarichi idrici o similari.

A scorrere l’elenco figurano, tra le altre, diverse scuole (per lo più periferiche) che spesso sono state oggetto di segnalazioni, sollecitazioni e reclami indirizzati all’amministrazione da parte dei genitori di quegli alunni che frequentano gli istituti. Tra questi la scuola elementare di San Martino e la materna dell’Annunziata.

La prima, non più di un mese fa, era stata oggetto di un accorato appello da parte di una delegazione di mamme che aveva evidenziato anche la presenza di una canna fumaria in amianto. Situazione analoga per la materna dell’Annunziata, anche se prossima alla risoluzione considerato il finanziamento di circa 30 mila euro di cui è stata destinataria per la messa in sicurezza degli infissi e della tettoia.

Amianto anche presso l’elementare di Sant’Arcangelo, quella ai Marini, la scuola di Passiamo e l’istituto comprensivo “Carducci Trezza”. Per quanto riguarda il centro cittadino, invece, occhi puntati sulla scuola “San Giovanni Bosco” di corso Mazzini dove il problema insiste sull’edificio del custode.

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di grondaie, canne fumarie, pluviali, discesa scarico bagni e di qualche imbocco per acque piovane.

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