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Cava, allarme tumori: chiesto l’intervento delle istituzioni

A Cava de’ Tirreni è preoccupante la casistica oncologica. I cittadini chiedono agli amministratori approfondimenti in merito

Allarme tumori a Cava de’ Tirreni nella frazione di Passiamo e dintorni. Sono almeno 10 i casi di patologie cerebrali verificatisi nell’ultimo anno con l’aggravante di diversi decessi, tra i quali quelli di due bambini e più di recente di un quattordicenne, venuto a mancare lo scorso novembre, dopo un delicatissimo intervento neurologico.
Una situazione che preoccupa i residenti che – dopo essersi autotassati per una serie di rilievi sui campi elettromagnetici generati dalle antenne collocate sul comando di polizia locale di via Ido Longo, i cui esiti sono risultati però negativi – chiedono l’intervento congiunto di amministrazione e ASL per indagini più approfondite. Le antenne sul comando dei vigili potrebbero, infatti, non essere l’unica causa. Altre ipotesi farebbero risalire la fonte di inquinamento a eventuali sostanze tossiche interrate nell’area del velodromo, struttura costruita anni fa e che oggi versa in stato di totale degrado e abbandono.
Ritorna dunque a risuonare l’allarme tumori nella frazione di Passiano e non si fermano i residenti di via Ernesto di Marino e via Ido Longo determinati a venire a capo di un filo rosso che lega tra loro troppe coincidenze.
Che ci potesse essere un collegamento tra i tanti casi di tumore e la prossimità con le onde elettromagnetiche emesse dalle antenne installate sul comando di polizia locale di via Ido Longo è ipotesi superata dopo che gli stessi cittadini della frazione si sono autotassati per effettuare analisi specifiche. Nella relazione di verifica dell’esposizione ai campi elettromagnetici (a cura della Sovel Italia e finanziata con una colletta a cui hanno partecipato oltre 100 residenti) si legge infatti che le misure eseguite mostrano un sostanziale rispetto dei limiti di esposizioni previsti dalla normativa vigente.
Eppure resta il dubbio che ci sia qualcosa che non va. Per questo motivo i residenti si stanno organizzando per costituire un vero e proprio comitato e portare la situazione all’attenzione degli enti competenti. Si chiede soprattutto la collaborazione tra Amministrazione Comunale e ASL per venire a capo della vicenda.
«Il fatto che le rilevazioni siano nella norma certo non ci ferma – ha detto Davide Trezza, portavoce del costituendo comitato cittadino –. Chiediamo alle istituzioni una maggiore attenzione sulla zona e sulle possibili insidie alla salute dei cittadini. Tante possono essere le cause, tra l’altro circolano voci sulle dubbie modalità di esecuzione dei lavori fatti al vicino velodromo all’epoca della sua costruzione. Per questo vorremmo avere rassicurazioni e accertamenti da parte del Comune che possa magari impegnarsi anche con l’Azienda Sanitaria Locale per realizzare una mappatura delle patologie tumorali in zona».

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